Fai uno squillo quando arrivi

Tutte le donne leggono il blog Memorie di una Vagina, almeno saltuariamente. Quelle che non lo fanno, probabilmente non lo conoscono.
È difficile non ritrovarsi, in quel suo modo di parlare di relazioni, di uomini, di donne, di sesso, dell’essere trentenni, poco meno, o poco più.

Scrive da anni e lo fa davvero bene. E qualche settimana fa ha pubblicato il suo primo romanzo, edito Rizzoli.

FUSQA

Sono andata alla presentazione in Feltrinelli, per la prima volta dopo anni di ebook ho comprato un libro cartaceo, me lo sono fatta autografare e in 8 giorni l’ho letto.

È un romanzo perfetto per le vacanze: una storia d’amore ben scritta, con un ritmo leggero, una farcitura musicale notevole, personaggi credibili, illuminanti metafore sui rapporti umani, che a spiegarli son troppo difficili e allora si cercano similitudini che aiutino a comprenderli. Riesce addirittura a inserire Facebook e Whatsapp nella narrazione senza sembrare una bimbominchia e a descrivere una notte di sesso senza scadere nel bieco soft porn delle Cinquanta Sfumature.

A chi cerca una lettura disimpegnata ma non cretina, a chi ama i personaggi femminili alla Hanna Horvarth ma meno hipster e meno disperatamente ribelli, a chi ha bisogno di una catarsi dagli amori sbagliati lasciati alle spalle, io questo libro lo consiglierei.

Non vincerà lo Strega e non verrà ricordato tra cent’anni, ma è un libro carino e per nulla pretenzioso. Non è Fabio Volo, per capirci.

Ma.

Stella Pulpo, che è il suo vero nome, sa scrivere. Perché si è limitata a un romanzo da blogger?

Qui si tocca un tasto dolente per quanto mi riguarda. Ogni volta che qualcuno mi chiede “E tu un libro quando lo scrivi?”, a me si forma una piccola crepa nel cuore. Perché lo vorrei tanto, tantissimo, un romanzo con il mio nome in copertina e la foto da intellettuale sul retro. Dio, se lo vorrei. E lo farò, giuro. Ci proverò, almeno.

Ma non ora.

Perché per scrivere un romanzo, serve una storia. Non la propria storia. Che è ciò che distingue gli scrittoriblogger dagli scrittoriscrittori. Scrittori entrambi, ma in modo diverso.

I blogger scrivono per esplorare se stessi. I bravi blogger fanno diventare la loro vita una meravigliosa fonte di spunti narrativi, di riflessioni.
Ma spesso, quando fanno il salto e scrivono un romanzo, restano scrittoriblogger: c’è una traccia di sé così evidente nelle loro pagine, che non riesci a scollarli dai post che hai letto, anche se dichiarano che il romanzo non è autobiografico, che hanno preso solo qualche spunto dalla loro vita reale.

La protagonista di FUSQA è una pugliese trapiantata a Milano, che lavora in un’agenzia digital, che ha un ex fidanzato ingombrante da dimenticare, un migliore amico gay che vive lontano, molte amiche sposate o fidanzate che le propongono discutibili uomini single da frequentare.

Impossibile non riconoscerci l’autrice di Memorie Di Una Vagina.

Lo stesso che ho pensato con “La verità, vi spiego, sull’amore” di Enrica Tesio (autrice del blog Tiasmo) e con “Che ci importa del mondo” della Lucarelli.

Tutte donne che scrivono un gran bene, che han confezionato romanzi carini, leggibilissimi, che sì, consiglio per l’estate sotto l’ombrellone, ma che hanno fatto un salto a metà. Potevano diventare scrittriciscrittrici e si sono accontentate di essere scrittriciblogger.
Ma chi sono gli scrittoriscrittori, allora? Quelli che partono sì da se stessi, dalla loro vita, dai loro pensieri, dai loro trascorsi, dai loro sogni e dalle loro paure, ma li usano per creare storie altre. Fanno di sé una strumento di indagine del mondo, di altre vite, di altri pensieri, di altri trascorsi, di altri sogni, di altre paure.

Gli scrittoriscrittori vanno lontano e ti portano lontano.

È la differenza tra andare tutti gli anni in vacanza nello stesso posto, oppure prenotare un volo per una meta mai vista.

Io amo i blog, si sa. Li leggo, li sostengo, a volte scrivo mail agli autori (o meglio, alle autrici, dato che leggo solo donne) condivido con le amiche ciò che postano, ammiro la costanza con cui si dedicano al loro progetto e ai loro lettori.

Mi entusiasmo ogni volta che vedo pubblicato un loro romanzo.

Compro, leggo, sorrido. E mi rimane un po’ di amaro in bocca.

Ok, brava, tu un libro l’hai scritto. Brava, sì, magari un giorno anche io. Magari invece no, perché non è che tutti i sogni si realizzano. Perché io no?

Io aspetto una storia da raccontare, una che non sia io, che mi porti lontana da me, che porti gli altri lontani da me.

Una storia da scrittoriscrittori, non da scrittoriblogger.


Annunci

3 pensieri su “Fai uno squillo quando arrivi

  1. Cara, quanta verità tutta insieme. Questo è esattamente il motivo per cui non apro un blog, e aspetto il Momento Giusto. Non so se sia un procrastinare di comodo, nascosta dietro il timore di non essere abbastanza. Probabile, ma non mi sento di fare altro ora. Ci aggiorniamo tra una ventina d’anni, magari allora una delle due avrà trovato la sua storia.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...